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I Giardini di Chernobyl, un concentrato di energia per evadere dalla “Cella Zero”

I Giardini di Chernobyl, un concentrato di energia per evadere dalla “Cella Zero”
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i-giardini-di-chernobyl-cella-zeroL’album dell’ultima settimana di Maggio su MIE è “Cella Zero” dei marchigiani I Giardini di Chernobyl e non si può dire certo che questo sia un caso. Fin dal primo ascolto, infatti, questo disco ha impressionato gran parte della nostra redazione compreso me e sarebbe stato ingiusto non trovare tra le nostre pagine un piccolo spazio da dedicare a questo piccolo capolavoro.

Cominciamo dicendo che il genere di riferimento può essere sicuramente rintracciato nell’alternative rock, in particolare in quello d’ispirazione USA, c’è poi anche qualche venatura di metal ben sottolineata dalla grinta e dalla verve “aggressive” della voce del frontman, ciò nonostante, il loro sound ha veramente un qualcosa di unico e veramente nuovo per il panorama italiano. Già l’accostamento alternative rock/metal e testi in italiano è assolutamente coraggioso ed innovativo, ma, secondo un parere puramente personale, ciò che ha attirato maggiormente la mia attenzione è il potere evocativo di “Cella Zero”. Tutti, e dico tutti i brani, riescono ad avvolgere e coinvolgere l’ascoltatore; quelle evocate sono atmosfere cupe che ben rappresentano il caos che l’essere umano, in tutta la sua fragilità e transitorietà, si ritrova a fronteggiare nel quotidiano; tuttavia, la carica che forte emerge dalla parte strumentale è un pieno di energia pura che suggerisce una forte voglia di rivalsa su una società malata.

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Nei mesi scorsi sono usciti già due videoclip di singoli tratti da quest’album (“Un infinito inverno” e “Noir”) e sappiamo che in cantiere ce n’è già un terzo; Non sappiamo quale brano la band deciderà di raccontarci, ma quello che vi suggerisco fin da ora, cari lettori, è di ascoltare tutto d’un fiato questo album e di tempestare le pagine social de I Giardini di Chernobyl chiedendo il videoclip del vostro brano preferito (la scelta sarà dura, vi avviso!).Vorrà dire che i ragazzi mi perdoneranno se le loro caselle di posta nei prossimi giorni saranno intasate di richieste, d’altronde sono sempre stato per “il potere al popolo” e cosa c’è di più democratico della musica?

Alessio Boccali
Alessio Boccali
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