FURIA: l’esordio è “Cantastorie”

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FURIA: l’esordio è “Cantastorie”
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Eccovi l’esordio di FURIA dal titolo “Cantastorie”. Un nuovo disco in questa scena italiana. Ed il fiocco, mai per una volta, è decisamente rosa. Tania Furia, in arte semplicemente FURIA. E poi questa divisa alla Corto Maltese che come ci spiegherà a breve.

Un piglio vintage probabilmente, di sicuro è quella voce italiana al femminile che si inquadra in una tradizione pop leggera che tanto ha fatto e che ancora contamina la scrittura di molti.

E poi che bello il pop che diviene rock quando canta brani come “Troppo facile”.

Canzoni di cronaca ma anche canzoni d’amore. Canzoni digitali seguite alla direzione artistica dal grande Maestro Luigi Albertelli. Con “Cantastorie” si torna a raccontare storie, si torna a fare i canta cronache. Incontriamo FURIA e cerchiamo come di consueto di rubare qualche indiscrezione su questo primo disco che sposa la tradizione e cerca la personalità. Un buon ascolto…

L’intervista a FURIA

Esordio per Furia. Oggi, in questo enorme delirio che è la scena musicale. Da esordiente te la senti di spezzare una lancia a favore della musica?
Ma certo! E meno male che esiste la musica! Purtroppo deve fare i conti con i cambiamenti degli usi e costumi, delle mode e delle generazioni. Ma alla fine ce la fa sempre. Se ti aspetti per caso qualche riferimento ad artisti di adesso, scordatelo. Posso solo dirti che nessun artista mi entusiasma. Saltuariamente qualche pezzo mi piace, ma è veramente raro.

Perchè secondo te oggi siamo in crisi culturalmente?
Perché dopo aver passato la fase dell’avere tutto a tutti i costi, siamo arrivati a quella dell’apparire. E così ci siamo persi. Soprattutto abbiamo perso il senso del creare e del fare. Siamo stati troppo condizionati dai media radiofonici e televisivi dimenticando il gusto della curiosità, del rischio e dell’originalità.

Una cantastorie, una “cantacronache” in un certo senso… come mai non hai rivolto un deciso sguardo alla scena culturale italiana? Ma deciso però…
Certo, ti accontento. Io odio l’omologazione. Se mi fossi indirizzata a fare il solito tipo di musica che ormai da anni sentiamo, mi sarei persa nel mare piatto del già sentito. Io amo la musica italiana, e non me la sono sentita di scimmiottare o scopiazzare male ciò che arriva dall’estero. Così ci si lamenta che non nascono più talenti veri ma solo brevi meteore mediatiche.

C’è un sapore un po’ retrò nel tuo modo di arrangiare musica o sbaglio?
Sì, ma ci sono anche tanti altri sapori. E’ come avere un piatto misto sotto gli occhi e nelle orecchie. Non sono schizzinosa in cucina e neppure nella scelta e conoscenza dei suoni. Amo assaggiare anche ciò che non conosco. Dannata curiosità! Ascoltatemi bene e scoprirete i miei gusti personali.

E l’immaginario di Corto Maltese? Da cosa deriva?
Dalla mia voglia di essere subito riconoscibile, diversa e unica. E poi, il famoso Corto Maltese, oltre ad avere un fascino misterioso e sensuale, era un marinaio passato alla pirateria, un antieroe. Questa sua caratteristica l’ho fatta mia per puntualizzare la mia idea di donna: antieroina per eccellenza.

La redazione di MIE

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