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Il fortunato esordio con “Adele e i suoi eroi”. Su MIE, l’intervista a Adel Tirant.

Il fortunato esordio con “Adele e i suoi eroi”. Su MIE, l’intervista a Adel Tirant.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

La fortuna di raccontare il mondo della musica non è sempre facile ma, quando arriva un album come “Adele e i suoi eroi” di Adel Tirant, è come una pacca sulla spalla per chi, ogni giorno, cerca di scovare perle nascoste di cui raccontare.

Un album elegante, poetico e mai superficiale è questa perla di undici canzoni tirata fuori da Adel Tirant, cantante, attrice, performer e autrice di canzoni e testi.

L’intervista ad Adel Tirant.

Ciao Adel, sarebbe facile dire che sei un artista a 360 gradi. Adesso ti sei cimentata con la musica e il tuo esordio con “Adele e i suoi eroi”. Come è nata la voglia di cimentarti con la musica?

E’ nata spontaneamente. Canto da circa venti anni e da 15 scrivo canzoni e dopo una vita ho potuto fare un disco!

Diciamo che negli ultimi anni il tuo lavoro di cantante, attrice, performer e autrice di canzoni e testi ha spinto la realizzazione di “Adele e i suoi eroi”?

Il disco nasce dalla richiesta di moltissimi che mi hanno visto performare su svariati palcoscenici e così alla fine mi sono decisa di abbracciare questa richiesta; sono appunto, i miei eroi e li ringrazio moltissimo, perché altrimenti di noi artisti performativi cosa resta, se non creiamo qualcosa che rimanga, come un disco?

Ho portato avanti la campagna di raccolta fondi da sola e così ogni step, per un lavoro di due anni, sempre guidata dal mio istinto e dalla fame di fare cose belle. 

 

Il videoclip di “Un homme qui me plait comme toi”

A primo impatto è un album elegante sin dalla copertina e poetico nelle canzoni contenute. Quale messaggio vuoi trasmettere attraverso queste canzoni?

Non c’è un messaggio diretto, se non la voglia di comunicare momenti forti che se raccontati bene, si ritrovano nella vita di tutti gli esseri umani. Poi la voglia di essere se stessi e fare un disco che senti veramente, senza aderire a qualcosa che sia di moda, questo è coraggioso, ma se funziona, paga nel tempo.

Devo obbligatoriamente soffermarmi su “Chiddi chi erumu”. Mi piacerebbe sapere la storia di questa canzone. Cosa puoi raccontarci?

Era Settembre, e mi sono ritrovata con un amico sulla spiaggia del nostro paese. Io ero stata per la prima volta in tournée col teatro per tutta l’estate e avevo sofferto tanto sia per la lontananza dal mare che dagli affetti.
Poi ha cominciato a piovere ed è salito verso casa, mentre io sono rimasta a guardarlo camminare mentre la pioggia mi inzuppava.
Su quella spiaggia è arrivata questa canzone, nel mentre pioveva, e poi mi sono buttata in acqua.

Adel Tirant – Chiddi chi erumu

Domanda un po’ superficiale ma devo farla. Chi sono gli eroi a cui ti riferisci nel titolo dell’album?

I miei eroi sono i raiser della campagna di crowdfunding di Musicraiser, gli artisti incontrati, con cui ho avviato le collaborazioni, tra cui Block, Momo, Her, Mirko Dettori, Ivan Talarico… i miei miti in genere e adesso anche i musicisti del Jazz Lab Alessandrino che mi accompagnano nei live del mio disco: Mario Saccucci al contrabbasso e alla direzione musicale, Antonio del Sordo alla batteria e Adriano Castigliego alla chitarra.

Pensi che, nel 2019, chi dedichi la propria vita all’arte sia da mettere tra gli eroi contemporanei?

Si, soprattutto nel nostro Paese. Stiamo tenendo accesa la fiaccola. Così un giorno mi ha scritto un mio estimatore e amico su facebook, Paolo Alei, storico dell’arte. “Il mondo occidentale non ha più un’anima. Meno male che ci sono artisti come te, siete gli unici… siete come delle candele che creano un’anima sacra….soprattutto quelli come te”. Ecco stiamo cercando di tener vivo il fuoco, di riscaldare l’ambiente, ma fa veramente freddo, aiutateci!

Anche il teatro ed il cinema fanno parte della tua vita. Quali sono state le esperienze più belle e che ricordi con particolare affetto?

Dignità autonome di prostituzione di Melchionna; gli spettacoli fatti con Giancarlo Sepe al teatro la comunità di Roma; l’esperienza con Micha Van Hoecke nel suo spettacolo su Parigi; le lezioni con il mio maestro Castellaneta, in arte Pupetto, l’esperienza con gli spettacoli di Tino Caspanello nella compagnia “Pubblico Incanto”; gli spettacoli da me scritti e diretti con mia sorella Nella Tirante, tra cui “Scantu” finalista premio Riccione per il teatro; il mio spettacolo omaggio a Edith Piaf “Padam Padam” in compagnia del meraviglioso artista e musicista Mirko Dettori in arte Mirkaccio; un laboratorio su “Zio Vanja” tenuto da Michele Sinisi, magia.

Al cinema non posso non ricordare la meraviglia del lavoro sul set di “Baaria” di Tornatore, di “All the money in the world” di Ridley Scott, di “The music of silence” di Micael Radford e per ultimo “Lo spietato” di Renato De Maria, un film bellissimo, tutto: costumi, scene, montaggio, attori, musiche top, firmate dal grande Riccardo Sinigallia con cui mi piacerebbe lavorare!

“Adele e i suoi eroi” su Spotify

Ultima domanda: quali sono gli obiettivi che vuoi realizzare per il 2019?

Fare un bellissimo e ricco tour, e far crescere questo progetto musicale. 

Grazie infinite per averci regalato la tua arte e la tua musica. Il mio augurio personale è che la tua arte contribuisca a risvegliare un Paese un po’ troppo pigro.

Io ti auguro che le tue parole diventino realtà e ti ringrazio per l’incoraggiamento e per l’amore. Adele.

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