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Festival di Sanremo: l’operazione “Indie al Festival” è fallita.

Festival di Sanremo: l’operazione “Indie al Festival” è fallita.
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Cosa resterà di questo Festival? Il nulla cosmico.
Per chi è cresciuto a pane e Festival di Sanremo, è inevitabile pensare che dopo la prima serata ci sarà un bel calo di share per la RAI che quest’anno ha puntato molto sull’operazione “Indie a Sanremo” che è fallita miseramente visti i feedback del Teatro Ariston alla fine delle esibizioni di ogni artista che proveniva da quel panorama sconosciuto a tanti e di tendenza per le nuove generazioni.Tra problemi tecnici (vedi l’esibizione di Nino D’angelo e Livio Cori) e superospiti che ci attendono e che sono coinvolti in gara come, ad esempio Biagio Antonacci co-autore della canzone di Nek, ci ritroveremo ad ascoltare un festival di Big in cui si salvano solo Loredana Bertè, Daniele Silvestri con una grande conferma del mondo rap che corrisponde al nome di Rancore, Negrita con un brano maturo che fa dimenticare quell’esordio al Festival con un brano senza senso (ricordate “Tonight!”? probabilmente no), il poeta di Sanremo Simone Cristicchi e i The Zen Circus che hanno rubato la scena a tutti con la loro esibizione genuina e senza fronzoli.Per il resto, c’è il nulla da salvare e ricordiamoci sempre che il Festival di Sanremo è in mondo visione e se qualcuno ha preso un’idea buona come far conoscere la realtà del mondo della musica italiana per distorcerla e portare tanti “artisti” sconosciuti alla massa per “ficcarglieli in testa” hanno davvero sbagliato tutto perchè tutto quello visto a Sanremo nella prima serata, gli artisti in gara, non rappresentano minimamente il fermento artistico che l’Italia sta vivendo che possiamo tranquillamente chiamare “Risorgimento italiano della musica”.

“Cara mamma RAI, per il prossimo anno pensa a dare la direzione artistica a gente che ci ha fatto conoscere il vero mondo della musica underground: Red Ronnie.”

RANCORE è l’unica nuova leva a salvarsi sul palco di Sanremo.

Non si rimane mai indifferenti quando sul palco del Festival di Sanremo c’è Daniele Silvestri.
 
Anche quest’anno ha lasciato tutti a bocca aperta e “l’uomo col megafono” insieme a Manuel Agnelli (bentornato alla musica) e il più grande rapper italiano che corrisponde al nome di Rancore hanno raccontato la storia dei figli dei condannati in un capolavoro di canzone.
 
Quando si pensa al festival della canzone italiana dobbiamo pensare a canzoni come queste.

E con la canzone, anche il video è un capolavoro nella sua semplicità e quell’autobus che non si ferma mai, se non per certi personaggi, rende crudelmente reale il mondo in cui viviamo.

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