Federico Albanese – biografia

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Milanese di nascita ma berlinese d’adozione, a due anni di distanza da “The Blue Hour”, Federico Albanese torna con “By The Deep Sea”, il terzo album in uscita il 23 febbraio per Neue Meister/Berlin Classics.

Il nuovo disco mostra una versione più ambiziosa e serena della rinnovata direzione artistica intrapresa da Federico: «Just because a piece of music has no lyrics doesn’t mean it’s less personal, and this is as personal as it gets», afferma l’artista stesso, che ha deciso di aprire “By The Deep Sea” con “682 Steps”, un brano ispirato da un sentiero roccioso che, partendo dalla casa di famiglia arriva sino al mare, un luogo certamente pieno di ricordi per Federico, che si apre al pubblico.

Il ritorno in Italia per presentare il suo nuovo lavoro discografico

«It’s pretty much me translated into music», continua Albanese, che dichiara come le rocce nel sentiero siano il luogo dove un immaginario Lord Byron compose il poema “The Sea”, scritto noto per la sua contrapposizione tra l’idea di società e di solitudine e per la sua capacità di trovare percorsi alternativi di fronte alle difficoltà.

Temi familiari a Federico Albanese, che trova in questo poema l’ispirazione per il titolo del nuovo disco e per la sua scrittura, che arriva da un anno in cui, a livello personale, molto è successo.

I dodici brani contenuti in “By The Deep Sea” rappresentano l’urgenza di raccontare eventi e situazioni talvolta difficili da esprimere a parole. «Music is the vehicle I’ve chosen to express my deepest feelings, the ones that, even to me, are difficult to understand» continua infatti Federico. Ma in “By The Deep Sea” c’è anche Berlino, in cui Federico vive dal 2012: «Berlin is always in there. Pieces like “Mauer Blues” and “Boardwalk” describe the city, the rumble of ideas and inspiration that it still delivers.

Molti dei brani contenuti nel nuovo lavoro sono frutto dell’improvvisazione, a cui sono stati poi aggiunti gli arrangiamenti in studio a Berlino con il contributo al cello di ILLAY (conosciuto al Bremen’s Jazzahead! Festival) e del collaboratore di lunga data Arthur Horning, e, al mix, Francesco Donadello e Simon Goff.

“By The Deep Sea” è stato prodotto da Federico Albanese, che, cello a parte, ha suonato tutti gli strumenti contenuti nel disco, dal piano (Rhodes piano) ai sintetizzatori, all’organo Hammond, fino alle chitarre elettriche ed acustiche.
«All albums are personal in a way – conclude Federico – but “By The Deep Sea” really tells the story of an inner space buried in a deep self. Without doubt his most accomplished work to date, it insists on full immersion».

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