FABIO CURTO: le sue “RIVE, VOLUME 1”

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FABIO CURTO: le sue “RIVE, VOLUME 1”
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FABIO CURTO presenta su M.I.E. un nuovo disco di inediti totalmente in italiano: “RIVE, VOLUME 1”.

Per quanto siano rarissime e assolutamente eleganti, gli innesti in inglese tradiscono una propensione del nostro verso quel mondo, dove è capace di sfoggiare un equilibrio artistico assolutamente invidiabile.

Vincitore di The Voice oh Italy nel 2015, forse una delle più belle anime soul e blues di questa nuova scena italiana, in rete con il primo video di lancio di questo nuovo disco che, se è vero che attinge a scenari assai conosciuti, è anche vero che probabilmente qualcosa di simile, famosi a parte, non è ancora arrivata tra le nuove leve della bella musica italiana.

L’intervista ai Fabio Curto

Prima di tutto complimenti per il lavoro. Tra tutte “Domenica” non solo sta su un altro piano (secondo me) ma proprio trasporta la tua personalità altrove. Qual è il tuo punto di vista?

“Domenica” è l’unico brano dell’album registrato tutto alla prima take, voce e chitarra con un microfono lasciato acceso a più di due metri di distanza per favorire una postura naturale e quasi da “canzone suonata da solo a casa mentre un sole di giugno tramonta”.

Metodi apparentemente così poco ortodossi, che permettono al minimo rumore di entrare nella registrazione e farne parte, colgono l’anima provvisoria degli attimi e degli stati d’animo, e per questo devo ringraziare Enrico Capalbo, che mi è stato complice. Adoro letteralmente questo pezzo e sento di aver trovato una via, che solitamente percorro solo in inglese, anche in lingua italiana attraverso questo brano. Magari è un’anticipazione di…

Per caso farai un video di questo brano?

Non so se ci sarà un video di “Domenica” Rebeca Becker sta curando le illustrazioni di ogni singolo brano e non è escluso che un ipotetico video sia proprio fatto di illustrazioni.

Un titolo che lascia pensare al secondo volume… non è così?

Si spero sia così anche perchè la selezione per questo album è stata molto accurata, e sono stati esclusi molto brani che potrebbero costituire un intero volume. Voglio che ogni volume parli una lingua.

Rive… di cosa?

Le rive sono un punto di arrivo e un punto di partenza anche per la stessa immaginazione, costituiscono il bordo all’acqua di un fiume che scorre con moto perpetuo portandosi via tutto. Sono anche luoghi molto diversi che abbracciano lo stesso mare….e questo mi affascina tanto, soprattutto se usato metaforicamente per definire una personalità complessa.

Reduce da un talent importante. Momento di passaggio che ti ha costruito o che ha demolito qualcosa? Lo rifaresti?

Mi ha dato consapevolezza su tantissime cose, è stato un corso accelerato per certi versi. Se tornassi indietro lo rifarei, ma se dovessi farlo oggi probabilmente no, troppo stancante.

Ma senza talent televisivo, oggi saresti la musica che suoni?

Non posso saperlo, ma quel che mi è chiaro è che ho scritto un album che mi piace, e che ascolto volentieri anche dopo mesi di studio. Subito dopo il talent ho scritto brani come “Lucy” e “Alone” che rappresentano di certo uno stile già trovato prima di The Voice.

Il messaggio è stato forte e chiaro, a mio avviso: se devo fare musica voglio fare quella che mi piace, e che mi emoziona, altrimenti preferisco dedicarmi ad altro.

Dalle luci delle grandi scene alla scena indie di tutti i giorni. Come ha trovato questo mondo di musica?

C’è molta musica interessante nel mondo indipendente, anche se ormai tutti sembrano essere indipendenti, e faccio fatica a capire la distinzione con il mainstreaming. Mi limito ad ascoltare quello che mi colpisce e senza troppo giudizio sinceramente.

La redazione di MIE

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