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Elena Sanchi ci racconta il suo CUORE MIGRANTE.

Elena Sanchi ci racconta il suo CUORE MIGRANTE.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Oggi abbiamo con noi, un’artista che definirei delicata e che propone delle canzoni che fanno bene all’anima: Elena Sanchi.

Ciao Elena e benvenuta su MIE Musica Italiana Emergente.

Come hai cominciato ad avvicinarti alla musica per poi diventare una delle voci più belle del panorama emergente italiano?

Ciao Salvatore, grazie mille a te per l’invito e per il complimento!

La musica fa parte della mia vita sin da bambina; sono cresciuta infatti tra i vinili di mio padre, giradischi e strumenti musicali usati, da collezione. Ricordo che mi piaceva tanto ascoltare quel suono “caldo” dell’amplificatore a valvole, sapeva trasportarmi in altri mondi, luoghi lontani, quasi magici! Amavo tanto anche ascoltare l’eco della mia voce mentre salivo le scale di casa della mia nonna Emma. Quell’eco aveva una luce magica, un che di aspettativa nuova: sapeva farmi sognare! C’era un pianoforte verticale nero, una libreria rossa e un’enorme finestra dove mi piaceva specchiarmi, soprattutto nei giorni di pioggia. Col tempo la musica è diventata una necessità e quel luogo è oggi per me il luogo del ricordo, dove ritorno con la mente per raccogliermi in me stessa prima di ogni esibizione o momento importante, come un rito iniziatico.

CUORE MIGRANTE è il tuo primo album, com’è nato?

L’idea di questo progetto è nata qualche anno fa dagli appunti di viaggio scritti in esperienze vissute in Africa. Sono partita infatti come operatrice volontaria per lo Zambia, il Kenya, la Tanzania e il Madagascar. L’aver vissuto sulla pelle le difficoltà umane e tecniche insite nei diversi interventi umanitari, l’aver amato tanto chi soffre il peso dell’indifferenza, della prevaricazione, della negazione dei diritti più elementari, mi ha resa ancora più decisa nella voglia di provare nel mio piccolo a cambiare un po’ le cose.

In un certo senso non volevo che quelle esperienze finissero ma sentivo fortemente il desiderio di raccontarle perché questa era la promessa che mi ero fatta nel cuore. Solo in quel modo, infatti, l’Africa, con i suoi sorrisi e dolori, non sarebbe stata così lontana!


Cosa vuoi comunicare attraverso le canzoni di quest’album?

Il progetto vuole essere un invito a concepire la diversità come una grande fonte di ricchezza e conoscenza, uno stimolo a guardare oltre i propri limiti, lasciando il proprio guscio senza paura di ciò che non si conosce. Infatti credo che la ricerca e la scoperta della propria identità si costruisca attraverso le relazioni sociali a partire dal confronto con modi di essere diversi dal nostro, anche se questo mondo sembra, a volte, essersene dimenticato purtroppo!!


Le atmosfere soft e ariose di CUORE MIGRANTE rappresentano la tua anima di artista?

La musica e la scrittura sono due strumenti attraverso i quali riesco ad esprimere i miei sentimenti più profondi; è grazie ad essi che riesco ad arrivare in fondo a me stessa, alla mia anima, all’essenza! Alla base del mio andare e del mio divenire quindi c’è sempre un percorso emotivo intenso, una ricerca intima, profonda e solitaria che tende verso l’esterno, verso la condivisione, l’armonia e l’unione. Forse è per questo che l’atmosfera che tendo ad esprimere non è mai aggressiva ma tende ad essere più sottile e dolce.

Abbiamo visto il video del tuo singolo di esordio AMAMI. Com’è nato?

Il video del singolo AMAMI è nato dalla collaborazione con il regista Michelangelo Baffoni. L’idea fondante è sempre quella del viaggio, però inteso questa volta nel senso più introspettivo del termine. Il viaggio dell’anima dove il trascorrere del tempo cura le ferite dell’amore perduto.


La borsa che porti con te nel video, rappresenta un po’ la borsa piena di ricordi che hai vissuto finora?

La borsa rappresenta appunto il viaggio, il cammino della vita verso Itaca. L’ho acquistata in Africa e da quel momento continua a camminare con me sui sentieri di questo progetto; la porto sempre nei live ed è anche stata inserita nella copertina del disco e incisa sul disco stesso.


Cosa rappresenta quella borsa e gli oggetti che i personaggi del video tirano fuori?

E’ un po’ come la borsa del destino. Ogni personaggio prende dalla borsa un oggetto a lui caro che lo riporta indietro nel tempo ad un episodio particolare. E’ come se il contatto con l’oggetto tocca in realtà il proprio cuore per una rinascita. Io che canto a teatro sono la voce narrante che racconta la storia di questa borsa simbolo di amore libero, puro, senza calcoli.


Hai vinto il PREMIO DELLA CRITICA intitolato ad ALEX BARONI. Com’è stato essere premiata con un riconoscimento intitolato ad una delle più grandi voci del panorama italiano?

E’ stato bellissimo perché Alex Baroni è un’artista che ho sempre stimato tanto non solo per la musica che ci ha lasciato ma anche per la grande sensibilità e per le emozioni intense che sapeva trasmettere con la sua voce.

Nella tua vita hai vissuto vari periodi in Africa, occupandoti di tutela dei minori. Cosa ti ha lasciato un’esperienza così importante nella tua vita? Hai cambiato qualcosa di te dopo quest’esperienza?

Mi ha cambiata tanto e mi ha lasciato tantissimo, questo progetto per esempio! Da quelle esperienze ho cominciato anche ad occuparmi di promozione dei diritti umani nelle scuole di diverso ordine e grado. Penso che fare un viaggio in Africa non può che cambiarti la vita! Vivere a stretto contatto con le persone locali, con i bambini, la loro quotidianità, le sfide di ogni giorno, il miracolo della sopravvivenza non può non toccarti il cuore per sempre!


Progetti per il futuro. Cos’hai in ballo per i prossimi mesi?

Nei prossimi mesi sarò impegnata nella promozione di questo lavoro e se volete potete seguire le date dei nostri concerti sul mio sito www.elenasanchi.it. Per il futuro invece un nuovo disco.


Questione live in Italia. Che aria si respira nella tua Romagna?

Purtroppo ci sono sempre più difficoltà a trovare locali che fanno ancora musica live anche in Romagna. La difficoltà aumenta poi nel momento in cui proponi un progetto originale, inedito!! E’ un momento di forte crisi economica e culturale lo sappiamo. Chi paga il prezzo più alto è la musica che smette di suonare e di conseguenza noi che siamo parte di una società che piano piano farà sempre più fatica a sognare!


Hai difficoltà a trovare spazi in cui esibirti?

Come ti dicevo non è facile ma bisogna rimboccarsi le maniche e armarsi di tanta pazienza e fiducia.

Tornando a parlare del tuo album d’esordio CUORE MIGRANTE, com’è stato registrare questa tua creatura. Da interviste e articoli a te dedicati ho notato che, questo album, è un figlio che ha più genitori. Com’è stato collaborare con persone che amano la musica come te?

Se penso al percorso fatto per arrivare a concretizzare questo lavoro mi viene da non crederci e se ci sono riuscita è stato infatti solo grazie ad un team grandioso a partire da Luca Ferri, Daniele Di Gregorio, Filippo Fucili, Davide Battistelli, Giacomo Dominici, Saul Aisemberg, Elena Tenti e Gianluca Vincenzetti.

Bene Elena, è stato davvero un onore e un piacere scambiare quattro chiacchiere e conoscere meglio una persone, prima che un’artista, dall’animo nobile e sensibile come il tuo.
Ti auguro un futuro luminoso ed una vita artistica piena di soddisfazioni.

Grazie a te per questo spazio e per l’invito.

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