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Dall’Emilia, ecco la band degli Orkestrina. L’intervista su MIE.

Dall’Emilia, ecco la band degli Orkestrina. L’intervista su MIE.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Durante la finale del Premio Bertoli, una band emiliana ha attirato la mia attenzione per aver avuto il coraggio di “vestire” il cantautorato delle loro canzoni con un pop leggero e che rasentava la perfezione, in un periodo musicale italiano dove di cose belle ce ne sono davvero poche.

Loro sono gli Orkestrina di Erik Montanari e Davide Massarini che, sul palco di uno dei premi più importanti, hanno portato la loro “La notte giudica”.
La canzone è presente nell’album “Specchio”, in cui c’è un piccolo grande gioiellino come l’omaggio a Ivan Graziani e alla sua “Paolina”, anche questa eseguita con grande maestria.

 

Gli Orkestrina alla finale del Premio Pierangelo Bertoli.

 

Ragazzi, è un piacere avervi su MIE. Da chi è nata l’idea di provare a partecipare al Premio Bertoli?

Il motore dell’Orkestrina è Erik. Senza di lui e la sua affettuosa pazienza nulla si sarebbe fatto, Premio Bertoli compreso.

Che ambiente avete trovato durante la serata finale tra gli artisti in gara?

Clima molto piacevole, merito anche degli organizzatori che hanno gestito con affetto e professionalità la serata.

Le reazioni del pubblico invece?

La sensazione è che il brano sia arrivato. Finita l’esibizione io ed Erik ci siamo detti: “che bella sensazione fratello è sembrato un applauso caloroso, spontaneo… inaspettato”.

Sul vostro canale YouTube ci sono i video di tre canzoni contenute nell’album: “Paolina”, “Avrei creduto con te” e “Mai così” oltre all’esibizione al Premio Bertoli con “La notte giudica”.

Si! E se ci è consentito vorremmo ringraziare chi ci ha aiutato a realizzare questi video: per “Paolina” , “La.bassarisoluzione”, un progetto sperimentale e in divenire, ideato da Cristiana Califano ed Elena Tagliavini e l’attrice Federica Lusetti . E per “Mai così” e “Avrei creduto con te”, il fotografo  Viglio Ferrari e l’attrice Barbara Incerti.

Partiamo da “Avrei creduto con te”; come è nata questa canzone?

I nostri brani nascono spontaneamente; c’è sempre qualcosa di vissuto e abbiamo voluto tentare di dare la forma canzone alla delusione che attraversa la rabbia per poi divenire speranza, Il mescolarsi dei colori nel video rappresenta il mescolarsi dei sentimenti il tumulto.

C’è anche un bellissimo omaggio a Ivan Graziani con “Paolina”. Quanto ha influito la musica di Graziani nella vita artistica degli Orkestrina?

Prima di iniziare a registrare questo disco con Erik siamo “inciampati” in alcuni brani di Graziani che io conoscevo poco. Da lì poi è nata la versione di “Paolina” e il nostro omaggio che speriamo sia stato gradito.

Il video ufficiale di “Paolina”, l’omaggio della band a Ivan Graziani.


I testi delle vostre canzoni sono molto maturi e anche “Avrei creduto con te” e “La notte giudica” lo confermano. Avete un target di pubblico a cui vi rivolgete attraverso la vostra musica?

Si, in effetti la domanda è lecita.
La musica è comunicazione .e tu ci chiedi “a chi  con chi volete comunicare?”.

In base a questo, dovrei anche decidere come vestirci come pettinarci e non vi è nulla di male questo, è marketing e servirebbe, ma abbiamo un’idea romantica del fare canzoni Libertà, della quale non riusciamo proprio a fare a meno.
I nostri brani sono a disposizione di chi li vuole ascoltare: a volte sono più maturi i dodicenni dei 40enni (Ironizza Davide Massarini).

Le canzoni citate sono state pubblicate prima dell’album. Avete ragionato su un percorso che, attraverso i singoli, vi avrebbe portato alla pubblicazione dell’album?

Si, molto blandamente senza troppa strategia ma l’idea era comunque di tenere un legame con chi ci segue e far vedere che se anche con tempi un po’ lunghi stavamo arrivando, non ci eravamo persi.

Il videoclip ufficiale di “Avrei creduto con te”.

Dal video dell’esibizione al Premio Bertoli, abbiamo visto una fisarmonica tra le braccia di Davide ma nell’album sembrava poco presente. Come mai questa scelta?

È stato un po’ un mio capriccio. Come dico sempre ad Erik, la fisarmonica è uno strumento invadente,poi rido.

Volevo togliermi la soddisfazione di fare un disco senza troppa fisarmonica.
Questo a reso tutto forse più “laccato” ma dal vivo non manca e non mancherà nel prossimo album

Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo dei nuovi brani pronti, altri ne arriveranno e faremo un nuovo album cercando di “salire un ulteriore gradino”, ma dipenderà da Erik e dalla sua pazienza.

 

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