CHIARA GIACOBBE: il suo viaggio si intitola LIONHEART

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L’esordio di Chiara Giacobbe è un evento che segna il passaggio e forse una presa di coscienza. Anni di militanza nei progetti più disparati fino a divenire il violino degli Yo Yo Mundi. Questo disco dunque è l’opera inedita di suo pungo. Si intitola “Lionheart”.

Dalla rete peschiamo il singolo “Particle Physics”.

I Chamber Folk Band al seguito e il contributo artistico di Paolo Enrico Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi caratterizza sicuramente un po’ il mood di tutto il disco.

Irlanda sicuramente, ma anche tantissima America del grande folk Rock. Belle sensazioni di viaggio.

L’intervista a Chiara Giacobbe

Domanda metaforica. Iniziamo subito col dire che l’America alla fine non è così lontana o sbaglio?
Non saprei! Io non ho mai aspirato a fare “Americana” anche se, viste le mie frequentazioni passate, mi è successo di finire, mio malgrado, in questa categoria. La cosa che piace fare è cercare di scrivre musica che arrivi a piu persone possibile, anche grazie all’ uso della lingua inglese, scrivendo in maniera sincera, con trasporto e amore.

Eppure “Lionheart” è qualcosa che ha tantissima Italia dentro. Perché non l’hai celebrata fino in fondo?
Non ho mai pensato di celebrare nulla, ma di comunicare. Adoro poter raggiungere molte persone con la mia musica e amo incontrare nuovi e vecchi amici ai nostri concerti. E poi, come mi é già capitato di scrivere, la creatività non ha cittadinanza!

Pensi che in italiano brani così non abbiano senso di esistere?
Penso che le canzoni nascano in un “modo”, come una nuova vita, come un cucciolo di uomo o di animale, poi crescano tra le mani della band per poi diventare di tutti. Nascono, nel mio caso, spontaneamente, senza forzature; e io so scrivere naturalmente così.

Parliamo delle due tracce strumentali di questo lavoro lungo ben 12 inediti… come nasce un brano strumentale per Chiara Giacobbe?
Spesso dall’armonia, con l’aiuto del pianoforte (My Mexico), o della chitarra (Pet Lion), la melodia, invece, spesso nasce dal violino, ma non c’è una norma. Sono molto bohémien nella scrittura a non amo darmi regole.

Chiara Giacobbe e la scena indie attorno. Lo chiediamo spesso agli artisti perché sinceramente sembra delle volte tutto così strano…
È una domanda davvero difficile. Non so se realmente io mi relazioni con la scena attorno… faccio la mia musica, frequento con la band gli ambienti piu disparati, dai centri sociali ai teatri. Di solito non mi metto nell’ordine di idee di giudicare la musica altrui, ma vengo rapita da quello che mi piace e non mi importa da quale scena provenga.

Paolo Tocco

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