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Un percorso artistico importante e l’arrivo alla carriera solista: intervista a Carmelo Siracusa

Un percorso artistico importante e l’arrivo alla carriera solista: intervista a Carmelo Siracusa
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la redazione di MIE

Da oggi, venerdì 13 settembre, è disponibile in digital download, streaming e rotazione radiofonica “È come senti, non come pensi” (Beat Sound Milano), il nuovo singolo del bassista Carmelo Siracusa.

Il brano, ispirato ad un celebre concerto di musica classica del ‘700 per contrabbasso di Carl Ditters von Dittersdorf e che miscela melodie inedite a quelle scritte dal compositore austriaco, è caratterizzato da un ritmo incalzante a rappresentare il concetto di “tempo” e da melodie attraverso le quali Carmelo Siracusa dà risalto ad ogni singolo elemento.

È come senti, non come pensi – Videoclip ufficiale.

L’ intervista a Carmelo Siracusa.

Ciao Carmelo e benvenuto su MIE. Ti conosciamo principalmente come bassista dei siciliani Sugarfree, ma in realtà il tuo rapporto con la musica è molto più ampio e variegato. Raccontaci il tuo rapporto con essa e come vivi la tua ampia dimensione artistica.
C’è una locuzione di Ippocrate “ Vita brevis, ars longa, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile “ Nella sostanza, il messaggio è questo: in tutte le arti, la vita di un uomo è insufficiente per raggiungere la perfezione, che suppone l’esercizio progressivo di più generazioni. Fin da piccolo ho scelto di amare l’arte in senso ampio e di esprimerla attraverso la musica. 
Amare l’arte significa amarla in tutte le sue sfaccettature. Un musicista non puó amare solo musica. Un pittore non puó amare solo la pittura. Uno scrittore non puó amare solo la poesia. Per questo motivo ogni giorno l’arte matura dentro me e la meccanicità del movimento, cioè dell’esecuzione, attraverso l’esercizio esprime tutto questo.
 
Dal 13 settembre è disponibile il tuo nuovo singolo “E’ come senti, non come pensi”, ispirato a un concerto dell’ austriaco Carl Ditters von Dittersdorf. Come è nata questa idea , cosa rappresenta per te e perché hai scelto questo compositore in particolare?
Voglio citarti ancora una frase divertente di un libro “ Il Contrabbasso di Peter Suskin: Nella storia della musica ci sono in tutto più di cinquanta concerti per contrabbasso e orchestra tutti compositori meno noti. Conosce forse Domenico Dragonetti? O Bottesini? Oppure Simandal o Kussewitzky o Holt Vanhal o Othmar? Ne conosce anche soltanto uno? Questi sono grandi del contrabbasso. In fondo tutta gente come me : Contrabbassisti che hanno cominciato a comporre per pura disperazione.
Perché un compositore che si rispetti non scrive per contrabbasso, ha troppo buon gusto per farlo. E se scrive lo fa per divertirsi.“  Uso questa divertente provocazione perché ho voluto riportare nel nostro secolo parti di un concerto sconosciuto, soltanto le corti austriache del 700 lo conoscevano e oggi solo i contrabbassisti classici lo conosco. Il contrabbasso in realtà è tra gli strumenti più versatili al mondo, lo trovi nel Pop, Jazz, nelle Musiche Popolari etc …
Nel TEMPO si è sempre evoluto. Ho voluto inserire parti melodiche inedite e un testo, per esprimere un concetto moderno, anche letterario, strutturato su un modello del passato… tutto è venuto naturale.

Il singolo su Spotify

 
Ci racconti come è stato il processo creativo nella realizzazione della composizione e come si è sviluppato fino al risultato finale?
E’ nato tutto mentre sorseggiavo un caffè. I lavori che sto realizzando non sono semplici brani per strumento, ma vogliono esprimere in senso ampio un concetto artistico. Avevo bisogno di qualcosa che rappresentasse il TEMPO, ascoltando bene il brano ad occhi chiusi si evince il senso di DANZA settecentesca, e la danza è la massima espressione corporea del TEMPO, l’anima che sceglie il corpo per muoversi.
Ho espresso questo concetto a tutti gli artisti, che hanno suonato e scritto con me il testo ( loro sono persone che porto nel mio Cuore ) ed è stato tutto abbastanza semplice.
 
In “E’ come senti, non come pensi” il protagonista è il ritmo, incalzante e con il quale rappresenti il concetto di tempo, come se volessi raccontarne l’importanza nella vita. A sottolineare la cosa, ti ispiri a qualche cosa del tempo passato per rivisitarla nel tempo presente. Quanto credi che le diverse dimensioni temporali, futuro compreso, siano interconnesse?
Per vivere bene bisogna vivere tutti i momenti del presente e non bisogna vivere con le paure del passato e l’ansia del futuro. Credo che in questo momento difficile le nostre anime sono ricoperte da parassiti e non riesco ad esprimersi al meglio.
Pensandoci bene tu hai a disposizione lo stesso TEMPO che hanno avuto Seneca, Botticelli, Leonardo, Chopin, Albert Einstein ma non fai esprimere l’anima attraverso il suo organo, cioè il Cuore. Pensiamo troppo con la mente, ragioniamo per schemi e reagiamo per schemi. In parole povere è come se volessimo digerire con i polmoni anziché con lo stomaco.
Questa è un’epoca di passaggio per le nostre anime alcune si sono involute altre si stanno evolvendo per risolvere questo problema. Una saggio molto bello del Dalai Lama comincia così: Non siamo alberi che vivono isolati in mezzo un pianura. Cominciamo a far comunicare l’anima come si faceva in passato, facciamola esprimere con il corpo e non con un mix di cuoricini su whatsapp, durata 3 secondi.
 
Proprio parlando del passato, il tuo è ricco di successi musicali, tra premi importanti (Lunezia, Mia Martini…) e collaborazioni. Tutto questo ha influenzato in qualche modo anche questo tuo nuovo lavoro?
Non avrei immaginavo che la mia carriera fosse così ricca in fondo mi diverto sempre come quando ho iniziato. Studio e mi impegno costantemente allo stesso modo. Oggi porto tanto di me, ne parlavo anche con Arianna molto prima di scrivere il testo.
La musica mi ha dato tutto e mi ha fatto capire tante cose nella vita. Oggi voglio comunicarle attraverso la musica e 10 dopo anni di approfondimenti che trattano in poche parole di anima. Ti scrivo una frase di Emily Dickinson  “Il successo è considerato più dolce da chi non lo ha mai raggiunto.”
 
Facciamo un salto temporale e arriviamo al futuro. Come prevedi che sarà il tuo? In quale direzione andrà la tua musica?
Non ci penso più tanto. Dove mi porta il Cuore
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