Il cantautorato romano nelle canzoni di VALERIO GIANNONI. L’intervista di Salvatore Imperio.

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Il cantautorato romano nelle canzoni di VALERIO GIANNONI. L’intervista di Salvatore Imperio.
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Oggi siamo a Roma, dove la scena cantautorale ha sempre regalato artisti molto interessanti e canzoni e album che non hanno mai lasciato indifferenti.

Conosceremo insieme un cantautore che con semplicità ha tirato fuori delle canzoni molto belle e che ha pubblicato “Ciechi fantasiosi”, album che segna il ritorno di Valerio Giannoni dopo il debutto artistico con “Fantautore”.

Ciao Valerio, innanzitutto come stai? Ho saputo che da poco sei diventato papà!

Esatto! E sono felicissimo, ma anche molto assonnato. In effetti è un po’ faticoso e il sonno è irregolare, ma questi primi giorni di mia figlia a casa sono veramente densi di emozioni. Mi rendo conto che possa risultare un po’ scontato, ma è così. …tra l’altro non è detto che qualcosa di scontato non possa essere ugualmente profondo e meraviglioso.

“Ciechi fantasiosi” è il tuo nuovo album pubblicato dopo il debutto di “Fantautore”.

Sì, “Fantautore” è uscito nel 2014. In quell’album avevo raggruppato sette brani provenienti da tempi ed intenti differenti. Tenevo a tutte quelle canzoni ed ho voluto riunirle in un solo album nonostante alcune differenze stilistiche. “Ciechi fantasiosi”, invece, è tutto frutto di scrittura recente. Si tratta sempre di sette brani (il sette è un numero a cui sono particolarmente legato) in cui racconto brevi storie o parlo, anche solo con accenni, di concetti profondi che fanno parte di un mio recente percorso di ricerca interiore, come l’amore e la vita, il tempo e l’apparenza, la scelta ed il senso.

Come è nata questa tua raccolta di canzoni?

Dopo “Fantautore” c’è stato un riassetto della formazione di musicisti che mi accompagnano. È anche grazie a loro che ho continuato a suonare e scrivere musica. Credo che l’ispirazione sia basilare, ma anche avere qualcuno che sostenga le tue idee con amicizia e professionalità è fondamentale per tirare fuori qualcosa dal cilindro.

Da chi sono scritte e prodotte e chi ha partecipato alla realizzazione di questo album?

I testi dei brani sono scritti da me. Il testo è un fattore che reputo molto importante e, per me, il concetto espresso con le parole è l’ossatura della canzone. Scrivo per dire qualcosa, a volte in modo leggero, altre volte più complesso, e scrivere una canzone che ripeta 10 volte un ritornello mi sembra un’occasione persa. Porto alle orecchie dei cari amici che suonano con me anche le prime note: una melodia di base con gli accordi. Poi diventa fondamentale il lavoro in sala. Batteria e basso, rispettivamente suonati da Marco Capotosto e Lorenzo Vitale, creano la coesione in cui incastonare le parole ed i preziosi abbellimenti del sassofono di Massimiliano Lostumbo. A “Ciechi fantasiosi” ha contribuito anche Enrico Cori, che ringrazio ancora, con il suono del suo violino.

C’è qualche elemento che ha influenzato la realizzazione di questo album e c’è un argomento su cui si fondano le canzoni di “Ciechi fantasiosi”?

Come ho detto, sono nel mezzo di un percorso del tutto personale che mi sta portando a pormi molte domande e a vedere il mondo in modo nuovo. Questa è la base dell’ispirazione. Nell’album, in particolare, affronto il tema dell’amore, che ricorre tra i versi. Non parlo dell’amore inteso come circostanza, quello tra due persone, quello della pancia, che viene esaltato da film, televisione e pubblicità per vendere qualcosa. Parlo dell’amore verso tutto, quello che implica scelte non sempre facili, ma che è l’unica scelta possibile.

Ma meglio evitare di entrare nei dettagli ché altrimenti entriamo in un discorso filosofico lungo che potrebbe sfuggirci di mano!

Come singolo con videoclip hai scelto “Giro di vita”. Come mai hai scelto questa canzone e cosa racconta?

Ecco, “Giro di vita” parla proprio di questo. Parla dell’amore che libera dalle difficoltà della vita attraverso un modo nuovo di vederla. Il brano è allegro e la musica è ritmata e leggera, ma frugando nel testo si possono trovare indizi sparsi di questi concetti. L’ho scelta come singolo perché la musica arriva subito, già dall’intro di sax, e al testo si arriva riascoltandola. Credo sia un brano significativo. Lo stesso titolo dell’album è tratto dal testo di questa canzone.

Il videoclip, invece, come è nato e chi ti ha aiutato nella realizzazione?

Non avevamo mai fatto un videoclip, nemmeno per il primo album. Quando abbiamo deciso di girarne uno per promuovere l’uscita di “Ciechi fantasiosi” abbiamo optato per “Giro di vita”. Poi mi è venuta l’idea della camera fissa ed abbiamo accompagnato la musica in un luogo insolito, con azioni insolite, strumenti insoliti… È completamente autoprodotto e ci siamo divertiti molto a girarlo e, a parte un mio storyboard indicativo, ognuno ha messo del suo. Con me ci sono Marco, Lorenzo e Massimiliano con interpretazioni indimenticabili!

Valerio Giannoni, il web e il futuro.

Dove possiamo trovare questo interessante album intitolato “Ciechi fantasiosi”?

L’album è ascoltabile ed acquistabile nei migliori store online e servizi di streaming, come Spotify, Deezer, iTunes, Amazon, Google Play Music. Quando suoniamo Live si può anche acquistare il cd fisico.

Visto che stiamo parlando di web, c’è modo di seguire la tua attività artistica tramite social, sito internet, etc?

Naturalmente sì. Il social più attivo è la Pagina Facebook, alla quale invito tutti a dare un “Mi piace” per seguire gli sviluppi, che trovate a questo indirizzo: www.facebook.com/ValerioGiannoni.musica. Poi ho un canale YouTube ed un account Instagram, che si trovano cercando Valerio Giannoni.
C’è anche il sito web: www.valeriogiannoni.it, in cui si può avere una panoramica generale.

Parliamo di futuro. C’è qualcosa che bolle in pentola?

La pentola sul fuoco borbotta sempre. Vogliamo riprendere a suonare Live e realizzare presto un altro video. Inoltre ci sono nuovi brani che bussano sulla cassa della mia chitarra e la voglia tirarli fuori è tanta!

Perfetto Valerio. È stato davvero molto interessante conoscere te e la tua ultima creatura che hai intitolato “Ciechi fantasiosi”. Visto che ci siamo, come mai hai scelto di chiamare così questo album?

Come ho accennato, il titolo “Ciechi fantasiosi” è estratto dal testo di “Giro di vita” e si riferisce al fatto che spesso non vediamo l’interezza della vita, ma solo il nostro piccolo, ma fantasioso, modo di interpretarla.

Ti ringrazio per averci concesso, a noi di Musica Italiana Emergente, un pò di tempo per fare questa bella chiacchierata e aver dimostrato che la scena romana è sempre molto interessante.

Ti auguro il meglio e che le tue canzoni possano arrivare a chi è sempre alla ricerca di buona musica.

 

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio

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