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“Bass, grooves and London” un inviato d’eccezione Antonio “Rigo” Righetti

“Bass, grooves and London” un inviato d’eccezione Antonio “Rigo” Righetti
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Tre date londinesi e due giorni di studio.
La Rigo Records e’ andata a registrare a Londra, in uno studio che si chiama Reservoir Studio, la zona quella vicina a Finsbury Park, sommariamente vicino a Stoke Newington. L’occasione era fornita dalle registrazioni di alcune tracce per il nuovo lavoro in italiano della Rigo Records dopo Solo, l’e.p. uscito nell’estate del 2012.
C’era bisogno di andare a Londra? Non c’erano studi italiani che offrissero i servizi del ReservoirStudio in Italia ce ne sono tanti ma dieci minuti dopo essere entrati in studio, io e Tommy stavamo stendendo la traccia ritmica del primo pezzo, sotto lo sguardo attento di un’immagine di Jimi Hendrix che ci guardava fornendoci aiuto spirituale. In due giorni di lavoro siamo stati in grado di registrare tre basi complete di basso batteria, chitarra acustica e voci. E’ un ottimo risultato che arriva anche grazie agli stimoli che la capitale inglese offre continuamente. Nel frattempo, la sera ci siamo esibiti in tre locai diversi.
Da marzo 2012 e’ in vigore una legge voluta da tutto il parlamento che garantisce i diritti di quelli come me, quelli che suonano, per effetto di una semplice legge parlamentare, io gestore di locale sotto i trecento posti di capienza ( a Londra ci sono oltre diecimila locali cosi’), posso far suonare un gruppo senza necessita’ di alcun permesso o documentazione. Semplice. Basico. Come qui non succedera’ mai.
Certo, non e’ tutto rose e fiori, la crisi sta mordendo forte anche nella culla del capitalismo selvaggio, per certi beni ( affitti e altro ) i prezzi sono proibitivi e scarsamente dotati di senso. E’ una citta’ che e’ banale ricordarlo, contiene, regolarmente censiti, undici milioni di abitanti, in maniera ufficiosa si stima che la popolazione raggiunga i quindici milioni.
Sono cifre che spaventano.
Da cronista , ecco alcuni appunti che ho preso.
Al supermercato vicino allo studio, carino e molto ricco di cibi biologici, su una parete campeggiavano le stampe in formato A4 di alcuni “ladri” beccati dal cctv interno. Uhm.
La musica e’ ancora centrale nella vita delle persone, le cuffie sulle orecchie delle persone svolgono anche una funzione di isolamento e creazione di una zona di decompressione dal contatto con gli altri. C’e’ comunque curiosita’ e, anche se non lo diresti, apertura. A detta del sottoscritto, un italiano ha comunque una sua appetibilita’ musicale, anche solo per l’esotismo che rappresentiamo.
Nel corso della terza serata, quella svoltasi a Dalston, al Jazz Servant, abbiamo suonato in un cartellone ricco di proposte, dal duo voce e chitarra vagamente Morcheeba, fino alla proposta dei Guruflex, italiani che hanno pubblicato il loro esordio con la Rigo Records, fino a proposte vicine alla musica roots di stampo pienamente americano, io, con Tommy Graziani alla batteria e il supporto del bravo Michael Ciancetta alla chitarra, da Rimini, che abita a Londra da quattro anni, ho suonato davanti a un pubblico attento, con un fonico molto presente e preparato. Finito il mio set, come capita, ci si e’ attardati in chiacchiere, vengo raggiunto da un mio coetaneo che, con vigore, mi informa che, prima di arrivare a vedere il mio show, aveva visto il concerto di Hugh Masekela, bandiera dell’afro. Il tipo mi informa che e’ un bassista e poi, dopo aver comprato tutta la mia discografia mi dice:
” ..comunque, mi e’ piaciuto di piu’ il tuo concerto! “.

Ora, lasciate perdere che il cast serviva a raccogliere fondi per l’assistenza ai malati di mente e smettetela di ridacchiare, il mio coetaneo non era un utente…
Londra e’ inutile ve lo ricordi, e’ servita da un imponente servizio trasporti, mediamente si mangia molto bene e in modo molto economico. Le librerie, soprattutto nella mia amata Stoke Newington, hanno scelte di libri usati a prezzi vantaggiosissimi, cosi’ come negozi di vinile sceltissimo e appetitoso, diversi mercatini, che chiamare mercatini e’ davvero fuorviante viste le dimensioni, sono dei posti davvero interessanti, vedi Bricklane.
Il melting pot e’ impressionante ,i barbieri a Dalston tagliano capelli a fanno unghie anche alle undici di sera e tu ti senti provenire da un paesello da cartolina sbiadita.
Io non so se e’ un posto ove vivere e’ facile, forse bisognerebbe chiederlo a qualcuno che ci abita da un poco, di sicuro, ci sono alcuni aspetti di modernita’ estrema che la fanno apparire interessante.

Affettuosamente, il vostro bassista cronista

Rigo

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