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Una band nata nella Nazione sbagliata. Il resoconto dei Levy nell’intervista a Matteo Pagnoni.

Una band nata nella Nazione sbagliata. Il resoconto dei Levy nell’intervista a Matteo Pagnoni.
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Ho voluto incontrare nuovamente Matteo Pagnoni dei Levy che, ad un anno dall’uscita di Light Blue, l’album pubblicato con la collaborazione di Layell label e MIE Promotion.

Il 25 Novembre hanno pubblicato il terzo ed ultimo singolo estratto dall’album a conclusione di un capitolo molto importante per la band marchigiana che, da Gennaio, tornerà live, partendo dalla Sicilia.

Real Flowers è il terzo singolo estratto dal fortunatissimo album “Light blue” (Layell label) dei LevY che ha ricevuto ottimi durante tutto il 2019.

 

Levy – Real flowers (videoclip ufficiale)


 

L’intervista a Matteo Pagnoni dei Levy.

 

Bentornato su MIE. È passato un anno dall’uscita di Light blue e adesso è bello tirare le somme. Come puoi definire i dodici mesi trascorsi dall’uscita dell’album?

 

Considerando il 2019, secondo il mio modesto parere, come il peggior anno in termini artistici in Italia, direi che gli sforzi sono stati ripagati su più fronti. 

 

Rappresentate una delle pochissime band italiane che cantano in inglese. Rispetto a qualche anno fa siete rimasti davvero in pochi. Ne avete risentito?

 

In termini di live si, ovvero, facciamo più fatica a farci strada per completare i tour rispetto ad una band italiana che canta in italiano. Forse è una tendenza del nostro Paese, o forse semplicemente perchè rispetto a quando abbiamo iniziato c’è meno sentimento per l’Europa e più nazionalismo spiccio.

Light blue su Spotify

Le interviste, le recensioni e i live non sono mancati. Diciamo che a livello promozionale si è fatto molto. Dove senti invece che si poteva fare di più?

 

Si può sempre fare di più, sinceramente però credo che abbiamo fatto tutto quello che andava fatto, poi si può raccogliere più o meno durante l’anno, l’importante è non perdere la grinta necessaria per continuare e fare anche meglio.

 

Parliamo dei live. L’Italia è diventato un terreno davvero ostico per la musica indipendente.
Come reputi gli ultimi dodici mesi dei Levy?

 

Duri per quanto riguarda tutto il lavoro che va fatto prima di poter suonare in qualsiasi posto. Non c è molta fiducia in giro e conquistarla è già un traguardo. 

Benissimo invece nella risposta di pubblico ai live. Tanti apprezzamenti, nuovi contatti e nuovi fan. Per loro continuiamo e anche un pò per noi.

 

Ci si lamenta che manchi la curiosità nell’ascoltatore. Ma i locali, invece, puntano su chi crea musica diversa dagli standard imposti dal mercato?

 

Non credo proprio, anzi. Purtroppo con tutte le problematiche del caso ci si rivolge sempre più spesso ad artisti semi affermati o già avviati. Questo perchè dall’evento (oggi è così che  chiamano il concerto) ci si aspettano numeri che confermano l’investimento nel cachet dell’artista.

Oggi voglio essere un pò polemico, vi racconto questa cosa che non mi è piaciuta per niente. Mi è successo già di sentire promoters di locali e club dire che per “piazzare” un artista nel loro calendario è necessario creare prima il contenitore, l’evento in cui si possa collocare la musica che si va a proporre.

Capite? 

Tutto al contrario di come dovrebbe essere. Che cosa triste. Anche un pelino farisaica.

 

La versione live di “Beautiful monsters”

 

Light blue, The battle of everyday, Real flowers (per la promozione dell’album) e Jamie e la fortunatissima “Beautiful monsters”: di queste canzoni avete prodotto dei videoclip.
Con i videoclip di queste canzoni avete passato abbondantemente le diecimila visualizzazioni su YouTube e l’album è quasi a ventimila ascolti su Spotify.
I numeri non lasciano dubbi sulle vostre produzioni. Il lato positivo della vostra musica è che riuscite ad essere internazionali. Quali sono i riscontri che arrivano dall’estero?

 

Ottimi ma ti dirò di più. Dall’estero in trasmissione radiofonica vanno anche brani del primo album, datato 2016, questo dovrebbe far riflettere che la qualità non ha scadenza. Oggi mi son proprio voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa, perché non si digerisce sempre tutto quello che ti mettono a tavola. 

Detto questo, lunga vita ai LevY e grazie infinite a MIE. Buon Natale!

 

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