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BABIL ON SUITE: con “PAZ” sulle vie della pace

BABIL ON SUITE: con “PAZ” sulle vie della pace
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“PAZ” proviene dal portoghese pace e l’ascolto di questo disco dei BABIL ON SUITE sembra davvero essere un percorso che conduce proprio alla pace, alla serenità…

La redazione di MIE

In rete il NUOVO VIDEO del singolo “LITTLE LAMB” che fa seguito al tormentone estivo dai forti tratti brasiliano “BOA BABIL ON” con la splendida partecipazione di MARIO VENUTI

Le strutture non sono quelle del pop, la contaminazione proviene dai paesi caldi e il linguaggio ha origini altre che non sono il mero scopo discografico. Le splendide voci di Caterina Anastasi e Manola Micalizzi e dal funky rap di Geo Johnson ci lasciano intravedere un mondo in cui le stressanti regole delle abitudini quotidiane vengono polverizzate lasciando spazio ad un sound acustico-digitale che accarezza la pace della spiritualità

Non parliamo solo di musica emergente, tranquilli. Anzi, spesso ospitiamo progetti di lungo corso anche per avere un punto di vista diverso. E i BOS dovessero pensare al loro esordio? Ecco: alcune grandi differenza con la vostra musica oggi?

L’esordio di Bos sembra essere dietro l’angolo, ma da quel momento sono passati ben 12 anni. L’elaborazione di un pensiero si modifica e può evolversi nel tempo e lo stesso è avvenuto con il progetto Bos.

Le differenze primarie credo appartengano all’individuo, che nel tempo ha maturato i propri pensieri e le proprie parole, il modo di concepire e sentire la musica è diverso, l’approccio con essa in fase di creazione si è modificato, anche lo stare sul palco è diverso, credo siano queste le differenze maggiori e le più rilevanti ad oggi.

L’unica differenza oggettiva è la narrazione dei brani iniziali di Bos, in quanto i primi album sono stati scritti interamente in italiano, per poi arrivare oggi ad una lingua universale che è l’inglese.

Little Lamb, il videoclip ufficiale

Però di certo ci focalizziamo sempre sulla musica italiana. Voi con quali occhi e in che modo vi confrontate con la scena musica che c’è oggi? Se parlo della sua qualità e lo facessi con scetticismo e sgomento, voi mi prendereste per pazzo?

Ci piace pensare che la musica possa diventare messaggio sociale e di speranza, ed ogni artista in quanto tale deve sentirsi libero di poterlo esprimere senza barriere alcune. Il modo e la maniera di farlo sono prettamente personali , e quindi non accettabili e contestabili dal resto del mondo, la critica è sempre esistita e guai se non fosse così.

Che dire, la musica Italiana si evolve e cammina di pari passo con la committenza, l’esigenza dell’ascoltatore è in continua evoluzione e di conseguenza cambiano i messaggi, cambia la modalità di fruizione della musica, inevitabilmente in alcuni contesti cambia anche la qualità della musica, cambia la committenza e di conseguenza anche la richiesta… ma ognuno è libero di scegliere se andare da una parte o “dall’altra”. Noi andiamo “dall’altra”.

I BOS hanno avuto sempre rivoluzioni nel proprio organico o sbaglio? Ovviamente mi riferisco agli artisti che fanno sempre da corredo al nucleo portante che ormai conosciamo. Non è così?

La contaminazione può avere differenti effetti sulle cose, ma quando si parla di musica inevitabilmente la scelta di farsi contaminare e contaminare è prettamente voluta.
La contaminazione è curiosità e nel nostro caso unisce, mette insieme stili differenti, mood musicali diversi che poi diventano il tratto che contraddistingue la musica dei Babil On Suite.

Credo poi che lo stabilizzarsi non sia una ricetta vincente per la vostra contaminazione musicale… non è così?

Bos è un po’ come l’umore, tutt’altro che stabile! Ci sono dei concetti dalla quale ci teniamo lontani per scelta, uno di questi è proprio il concetto di “stabilità”. La nostra musica itinerante racchiude in se 8 personaggi e inevitabilmente 8 stati d’animo differenti, per cui parlare di stabilità è praticamente impossibile.

Ognuno di noi conserva dentro si se una stabilità, ma in musica e sul palco tutto cambia, si predilige un pensiero di tipo meno comodo e in movimento.

Che poi a parte Geo Johnson direi che il resto delle anime artistiche che gravitano dentro al progetto sono italiane. Eppure il disco è figlio di questo mondo, davvero poco ma molto poco italiano… secondo voi com’è possibile raggiungere un simile risultato?

La scelta stilistica di elaborare un linguaggio di tipo universale e quindi il voler scrivere e comunicare in diverse lingue, come l’inglese, il portoghese nasce proprio per dare la possibilità alla nostra musica di poter veicolare in tutto il pianeta. 😉

La lingua italiana pur essendo meravigliosamente diretta, è circoscritta.
Da qui nasce l’esigenza di raccontarsi in un’altra lingua, e l’avvento di Geo e Manola all’interno del gruppo è stato fondamentale e di grande aiuto.

Un nuovo album di inediti questo… tante le collaborazioni che avete avuto nel tempo… oggi è la volta di Mario Venuti. Ma ricordate l’incontro artistico più importante e prezioso che avete avuto? So che anche Dalla è tra i nomi del vostro album dei ricordi…

Paz ultimo lavoro dei Babil on Suite.
Paz sono 3 lettere e un significato senza confini, (PACE) in portoghese.

Un disco dei Babil on Suite che racconta una “pace artistica” che riunisce in maniera corale più stili, lingue e personaggi. Una pace artistica maturata durante questi anni di musica insieme e di collaborazioni con artisti importanti.

Una di queste collaborazioni che ha segnato il nostro cammino di crescita musicale è stato proprio l’incontro con Lucio Dalla nel lontano 2009 con l’uscita del primo Ep ufficiale di BOS Roulette, interamente scritto in Italiano.

Chiudiamo con una curiosità: un giorno la vostra musica avrà mai una faccia totalmente italiana?

Per dirla citare il Califfo: “Non escludo il ritorno”…

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