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Musica Italiana Emergente

Musica italiana: il 2019 sarà l’anno della svolta?

Musica italiana: il 2019 sarà l’anno della svolta?
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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Questa è la domanda che alcuni addetti ai lavori si sono fatti e che sembra portare ad una interessante realtà dopo

un 2018 che ha visto molti artisti indipendenti farsi largo tra le migliaia di uscite realizzate di cui molte somigliano molto a prodotti viste le strategie di investimento che somigliano molto a quelle fatte dai brand tecnologici internazionali.

Se dovessimo valutare l’anno 2018 per quello che solo in apparenza ci ha ammorbato dovremmo dire che è stato un anno da dimenticare che il mondo “indie” che ha davvero messo in difficoltà tutti gli artisti che vogliono musica in ottica qualitativa.

 

Cosa sarà il 2019 è presto detto: ci sarà qualcuno che, partito dal web, avrà la possibilità  di arrivare al mainstreaim.

Il problema grosso è che il mainstream metterà sotto i riflettori certi pseudo-artisti che con la musica non hanno nulla a che fare.

Il fermento della musica italiana può essere rappresentato in gran parte con i nomi che leggere e continuerete a resistere al calo di attenzione.



Ogni Regione avrà un artista che avrà spazi importanti non sui media ma nei locali.


Prendendo come riferimento gli ultimi mesi del 2018 è facile intuire che artisti come Leonardo Angelucci, Jacopo Ratini ed Elisa Rossi (per fare tre esempi) avranno spazi importanti grazie alle migliaia di realtà private (e sottolineo “private”) che danno spazio alla musica italiana indipendente, fuori dagli schemi e dagli schermi nazionali ma che danno modo di far ascoltare la musica di questi ragazzi che tra mille sacrifici hanno ancora la visione della musica come strumento per trasmettere un messaggio.

Il movimento cantautorale riprende vita.



Si tornerà molto facilmente all’underground lasciando quella etichetta “indie” che vuol dire tutto e nulla visto che  è stata inflazionata e svuotata del proprio significato.

Molto facilmente è possibile intuire che cercheranno in qualche termine nuovo di sequestrarci, ancora una volta, con prodotti camuffati da musica e fortunatamente, oltre ai tre artisti sopracitati ci saranno anche belle realtà.

Queste realtà daranno lustro al mondo cantautorale con artisti come Sergio Pennavaria, la sempre presente e rappresentante dell’arte come libertà espressiva pura che corrisponde al nome di Roberta Giallo e i Ginez e il bulbo della ventola.


I “Ginez”, con il loro album, hanno insegnato che gli album non possono avere la data di scadenza ed dichiararli “vecchio” ad un anno dall’uscita.

Le belle rivelazioni del 2018, oltre a Ginez e il bulbo della ventola, sono state sicuramente Alisia Jalsy e Mariantonietta Mazzeo in arte “Mezzania” oltre al Buva, cantautore pugliese che ad ogni sua uscita fa notizia.

 

Il mondo della musica e quella al femminile.

Michele Monina ha ragione con il suo “festivalino”. La musica al femminile si sta concretizzando attraverso un vero e proprio movimento.


Soffermandoci un attimo su Alisia Jalsy e Mezzania e includendo Serena Abrami e il suo  nuovo progetto, Elisa Rossi e Roberta Giallo (solo per fare alcuni nomi) sembra proprio che il movimento musicale al femminile abbia trovato il giusto assetto per farsi spazio visto che, la musica è fin troppo vista, anzi ascoltata, in chiave maschile.

C’è anche Giorgia Bazzanti che, dopo l’esperienza ad Area Sanremo dello scorso anno, potrebbe tornare con qualcosa di molto interessante.

 

Uno dei festival che ha dato forte spazio alla musica italiana, qualitativamente importante, è sicuramente “Su la testa” svoltosi ad Alberga (Savona) tra fine Novembre e inizio Dicembre, dove si è potuto respirare un clima artistico completamente scomparso in Italia e ridando vita ad un salotto culturale di cui il nostro Paese ha necessariamente bisogno per rilanciarsi e smontare il sistema del Music Business.

 

 

Anche nella musica c’è una fuga di cervelli.

 

Infatti tra le band che stanno hanno fatto molto bene all’estero lo scorso anno e potrebbero dire la loro oltre i confini nazionali, ci sono i Levy che dopo un 2018 che li ha portati nel Regno Unito con importanti risultati, stanno facendo registrare numeri importanti dagli Stati Uniti all’Australia con un nuovo album che ha confermato la determinazioni di Matteo Pagnoni & co. nel proseguire una linea artistica che sta dando ottimi risultati.

 

Ci sono tanti altri nomi che sarebbe stato importante inserire ma visto il livello di attenzione calato vistosamente nella lettura, anche di articoli e visto anche che troppi ragazzi che vogliono fare musica si lasciano fottere dal da una realtà fatta ad hoc da certi personaggi, abbandonano strumenti e composizione.

Vedremo cosa questo 2019 ci porterà e sicuramente saranno belle sorprese ma che non ascolterete sui principali media italiani perché fortunatamente, il mondo delle web, con radio e trasmissioni dedicate alla musica indipendente, sono sempre più seguite.

Sarà necessario che da chi fa informazione musicale, chi la trasmette e chi dà spazio tra mille difficoltà alla musica indipendente, si responsabilizzi e abbia sempre una visione qualitativa per ridare lustro alla musica che sicuramente ripartirà mondo della cultura indipendente.

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